Il Re Ludwig, La Baviera

Falkenstein, le rovine del castello e il monumento a Re Ludwig II

Burg Falkenstein, luogo legato alla vita di Re Ludwig II, esercita in me una particolare emozione che non riesco a trattenere. 

Falkenstein: Herzlich Willkomen!

Giunto in cima, laddove finisce la strada, il mio sguardo corre veloce al busto che raffigura Re Ludwig II.

Eretto il 13 giugno 1993 il monumento in bronzo custodito in una nicchia in pietra sotto le rovine del castello si trova a 1268 metri d’altezza.

Burg Falkenstein, monumento dedicato a Re Ludwig II

Esso è un’opera d’arte creata dallo scultore bavarese Johann Nepomuk Hautmann autore del primo grande monumento in marmo dedicato al sovrano bavarese eretto nel 1894 a Murnau, (questo il link del capitolo: https://labavierapertutti.it/monumento-murnau/), di diverse opere nei castelli di Linderhof ed Herrenchiemsee e della maschera mortuaria del sovrano.

Le rovine di Falkenstein a m. 1277 slm

L’immobilismo dinanzi all’effige del Re testimonia il mio profondo rispetto e una carezza suggella il mio distacco. Velocemente copro i 64 scalini in pietra per toccare le rovine di Falkenstein, le più alte della Germania, laddove Re Ludwig, sempre più isolato, voleva costruire il suo rifugio.

Falkenstein, le rovine

Nel 1883 Re Ludwig II si dedica al progetto di sostituire le rovine del castello di Falkenstein come ultimo rifugio. L’anno successivo acquista la rocca del castello e costruisce una nuova strada fino alla sommità. Nel 1885 fa sistemare una condotta per l’acqua corrente.

I primi progetti del nuovo castello (mentre continuavano i lavori – che mai termineranno – per Neuschwanstein) vengono affidati a Christian Jank, lo stesso artista che approntò i primi disegni del celebre maniero.

Perogetto a cura di Christian Jank del 1883 (1)

Successivamente l’incarico viene affidato a Georg von Dollman i cui progetti elaborati in virtù delle disponibilità finanziarie non soddisfano il committente con il conseguente licenziamento dell’artista.

Progetto del castello a cura di Max Schultze (2)

Nel 1885 il nuovo architetto Max Schultze, attingendo dai precedenti lavori, sviluppa un nuovo design per soddisfare le esigenze del reale di casa Wittelsbach. dopo aver modificato la prima fase del progetto (1884). Secondo i desideri del Re l’artista bavarese concepisce il castello focalizzando l’interesse per le due sale principali: al primo piano la camera da letto elaborata come una enorme sala con baldacchino contornato da stelle e un’ampia nicchia somigliante ad un altare e la grande sala al secondo piano progettata con una volta reticolata la quale riprende il salone del castello di Albrechtsburg che domina la città di Meissen. Entrambe le sale sono splendidamente decorate ma nel settembre 1885 Schultze lascia l’incarico che passa nelle mani di Julius Hoffman.

Falkenstein, Festsaals (Acquarello, Max Schultze, 1885; König Ludwig II Museum) (3)

L’artista Eugen Drollinger, collaboratore di Hoffman, sta lavorando al progetto della camera da letto quando la notizia della tragica morte del sovrano lo raggiunge. Con la morte improvvisa del Re tutte le attività vengono cancellate!

Falkenstein, Schlafzimmer (Acquarello, Max Schultze, A. Spieß, 1884, König Ludwig II Museum) (4)

Sui ruderi sono presenti due targhe: la prima recita così “Burg Falkenstein 1277 Meter über dem Meere, Hochstgelegene Burg Detschlands. Erbaut 1059 v. Bischof v. Augsburg…”,Castello di Falkenstein 1277 slm. Il castello più alto della Germania costruito nel 1059 dal Vescovo di Augusta…” e dopo alterne vicende acquistato nel 1884 da Re Ludwig II; la seconda targa reca inciso che in questo luogo “Sr. Majestat König Ludwig II… durante i suoi viaggi al Falkenstein spesso si soffermava per godersi le bellezze del mondo alpino…”

Il panorama che offre il sito di Falkenstein è stupendo: le vette che regalano ancora qualche tenue velatura di bianco si susseguono a vista d’occhio e i tre laghi che riconosco, il più grande Forgensee, il Weissensee e l’Hopfensee sembrano entrare nella mia mano!

Panorama da Burg Falkenstein

Nelle immediate vicinanze del sito vi è anche l’interessante Museo, (“Museum Falkenstein”ospitato in una piccola sala interamente in legno colma di documenti, foto e oggetti, come quello presente in una lucidissima teca che riproduce il primo progetto, datato 1884, del (futuro) castello, opera dell’architetto bavarese Max Schultze. 

Falkenstein, il Museo (nella foto il modello del castello su progetto di Max Schultze; opera di Günther Laudahn, Füssen 2007, scala 1:100)

Scendendo ancora si arriva alla “Mariengrotte”: nel costone roccioso è stato creato un luogo di culto dedicato alla Vergine Maria che merita la visita e la mia accorata preghiera!

Burg Falkenstein, Mariengrotte

L’onnipresente “Biergarten” merita una sosta che trova i consensi di un assetato Michele!

Burg Falkenstein, in compagnia di Michele Nussbaumer

Ho visitato Burg Falkenstein la prima volta nel maggio 2012 e successivamente altre 2 volte, l’ultima nel giugno 2019, in compagnia di Michele Nussbaumer.

Informazioni utili

Il sito di Falkenstein è raggiungibile percorrendo la “Bundesstrasse 310” che da Füssen porta in direzione di Kempten. All’altezza del piccolo paese di Pfronten una diramazione sale verso le rovine di Falkenstein. La strada molto stretta e tortuosa è a pagamento (attualmente €. 3,00).

Burg Falkenstein, la strada a pagamento che porta alle rovine

Il piccolo parcheggio dove si trova la cassa automatica dista dalla cima circa due chilometri; qui è ubicato un semaforo che regola il flusso delle auto consentendo la salita dai 5 minuti ai 55 minuti di ogni ora (tempo massimo di percorrenza 40 minuti!) e la discesa nei primi 10 minuti di ogni ora (esempio dalle 10,00 alle 10,10 dalle 11,00 alle 11,10 e così via).

Burg Falkenstein, da qui inizia la strada a pagamento che porta in cima alle rovine

Ringraziamenti

Si ringrazia il “Bayerische verwaltung der staatlichen Schlösser Gärten und Seen” di Monaco di Baviera per la concessione delle foto indicate dai n.1, 2,3,4. Ringraziamenti estesi a Michele Nussbaumer assiduo e prezioso partner che ben comprende e apprezza il mio smisurato “amor bavarese”, scusandomi per i ritmi serrati imposti (inframmezzati da…poche birre!).

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