La Baviera

La città di Eichstätt

Eichstätt, Willibaldsburg von der Altmühl her gesehen

Lambita dall’omonimo fiume, Eichstätt si trova in posizione centrale nella valle dell’Altmühl. Dal cuore barocco dal 1980 è sede dell’unica Università Cattolica dei paesi di lingua tedesca.

Lo Spitalbrücke che attraversa l’Altmühl porta nel cuore di Eichstätt a due passi dal Duomo (“Dom St Salvator und St Willibad”).

La cattedrale di Eichstätt fu edificata su una struttura tardo-gotica (VIII secolo). Di pregio la facciata ad ovest in stile barocco completata nel periodo 1716-1718 dall’artista Gabriele De Gabrieli. A sala (particolare tipo di struttura) a tre navate vanta stili romanici, gotici e barocchi con pregiati capolavori che la rendono tra i più importanti monumenti architettonici medievali del Land bavarese. Le due imponenti torri dai notevoli interni sono in stile romanico e sembrano uguali ma la loro altezza di oltre 50 metri differisce di alcuni metri l’una dall’altra.

All’interno merita citazione l’altare maggiore ricco di decorazioni e figure di santi disposte nel coro; nella parte superiore svetta la figura, in pietra, che raffigura Gesù Cristo crocifisso.

Eichstätt, il Duomo (interno)

Maestosa la statua di St. Willibald a cui si deve l’inizio dei lavori del complesso religioso attribuita all’artista Loy Hering e datata 1514.

Eichstätt, Duomo statua a St. Willibald

Altrettanto importante è l’opera chiamata “Madonna di Buchenhüll” risalente alla prima metà del 1400. L’imponente organo si trova al centro della chiesa sulla destra su di un piano rialzato proprio all’altezza dell’ingresso

L’ex Residenza dei principi-vescovi (“Ehemalige fürstbischöfliche Residenz”) fu realizzata (anch’essa) dall’architetto Gabriel de Gabrieli e Jakob Engel nella prima metà del 1700. A tre ali essa è unita dal lato sud alla cattedrale mentre il lato opposto si affaccia sull’elegante Residenz Platz.

L’edificio barocco cela al suo interno soffitti dipinti, opere di scultura e sale con pregevole mobilio: degni di menzione sono la Scalone d’onore e la sfarzosa Sala degli Specchi, opere dell’italiano Maurizio Pedetti (di cui ricorre, nel 2019, il trecentesimo anniversario della sua nascita!) e risalenti al periodo 1767-1768.

Eichstätt, Residenza Sala degli Specchi (particolare)

La piazza della Residenza (Residenz Platz) è ornata da prestigiosi palazzi nobiliari e mostra al centro la fontana (“Marienbrunnen”) con colonna (“Mariensaüle”) dedicata a Maria.

Eichstätt, Residenz Platz fontana e colonna di Maria

Il tour della curata città bavarese prosegue in Leonrodplatz dove al nr. 3 campeggia la bianca facciata della “Schutzengelkirche” (Chiesa dell’angelo custode, ex chiesa gesuita). Eretta dai Gesuiti nei primi anni del 1600, fu distrutta durante la Guerra dei Trenta Anni  e ricostruita nel secolo successivo.

Eichstätt, Schutzengelkirche

L’interno ad unica navata colpisce per la ricchezza delle decorazioni presenti. Il bianco ed il rosa del soffitto ben si amalgamano con i preziosi ornamenti e gli altari minori posti ai lati preannunciano un prezioso altare ricco di intarsi dorati e racchiuso da colonne, opera della prima metà del 1700. L’altare maggiore è opera dello scultore di corte e meritevole di attenzione la pala d’altare datata 1739 opera dell’artista Johann E. Holzer che rappresenta la lotta di San Michele (il bene) contro Lucifero (il male).

Eichstätt, Schutzengelkirche (interno)

Nella stessa piazza si può vedere la fontana neobarocca (primi del 900) intitolata alla casata dei Wittelsbach (“Wittelsbacherbrunnen”): graziosa la statua ivi presente.

Eichstätt, Wittelsbacherbrunnen

Dalla piazza prendendo Luitpoldstrasse dopo circa 300 metri si incontra (a sinistra) Gabrielstrasse che conduce in Marktplatz (la piazza del mercato) che rappresenta il cuore della città.

Cuore della città ricco di colori grazie ai vari edifici presenti le cui raffinate facciate celano importanti palazzi d’epoca.

Molto frequentata mostra al centro la fontana, creata nel 1695 da Jakob Engel, in onore di St. Willibad (“Willisbaldbrunnen”) primo Vescovo della città, opera ricca di incisioni ed iscrizioni che dista pochi metri dalla variopinta facciata del Rathaus al nr. 11 della stessa.

Eichstätt, Willisbaldbrunnen”

Proseguendo per Pfahlstrasse che di tanto in tanto regala pittoreschi scorci sul fiume Altmühl, indi Westenstrasse ecco il “Kloster-Pfarrkirche St. Walburg“, (Convento e chiesa parrocchiale di Santa Walburga) monastero benedettino fondato nel 1305 che custodisce le spoglie di Santa Walburga. Il complesso religioso formato da diversi edifici vanta la chiesa barocca e cripta con immagini votive ed è in grado di offrire ospitalità.

A due passi la Cappella dedicata a Maria Ausiliatrice (“Kapelle Maria Hilf”).

Ritornando indietro ed attraversando lo Spitalbrücke (bella la panoramica che offre) si giunge dall’altra sponda del fiume, indi per un breve tratto Weissenburger Strasse fino ad incrociare Burgstrasse che porta al cospetto dell’imponente “Willibaldburg”. Questo complesso fortilizio che domina dalla collina la città, dista circa un chilometro e mezzo dal cuore cittadino.

Eichstätt, Willibaldsburg (1)

Costruito nella seconda metà del XIV secolo per opera del Vescovo di Eichstätt fu successivamente ampliato e trasformato in una Residenza durante il regno del Principe-Vescovo Johann Conrad von Gemmingen.

Eichstätt, Willibaldsburg

La residenza nobiliare è arricchita dal “Jura Museum” (Museo del Giurassico) e dal “Ur- und Frühgeschichtliche Museum” (Museo di Preistoria e Protostoria) con interessanti raccolte di fossili, reperti preistorici, postazioni interattive e acquari ricchi di variopinti pesci.

La salita alla torre è fortemente consigliata. Poco più di cento scalini (gli ultimi 68 sono a chiocciola) regalano un panorama sulla città davvero notevole (e la foto con la sventolante bandiera bavarese mi aggrada non poco).

Eichstätt, Willibaldsburg, torre con bandiera

La visita si completa con il famoso “Hortus  Eystettensis”, il giardino botanico voluto dal Principe-Vescovo Johann Conrad von Gemmingen, appassionato botanico. Per il suo sviluppo il nobile si basò sulle tavole in rame che illustravano la collezione di piante create nel 1613 dal farmacista-botanico bavarese Basilius Besler. Saccheggiato e distrutto durante la Guerra dei Trenta Anni nel 1998 è stato riaperto al pubblico.

Eichstätt, Willibaldsburg, Bastionsgarten, (2)

Una innumerevole sequenza di colori, piante e fiori “ornano” questo prezioso giardino.

Esternamente alla zona del centro storico in direzione est merita citazione l’ex residenza estiva dei principi-vescovi (” Ehemalige fürstbischöfliche Sommerresidenz”) in Ostenstrasse e l’annesso “Hofgarten”, il parco dell’antica residenza estiva ricco di piante e fiori dove natura e architettura ben coesistono. Nelle immediate vicinanze la chiesa con annesso chiostro dei frati Cappuccini (“Kapuzinerkloster und Kapuzinerkirche Hl. Kreuz und zum Hl. Grab”).

Informazioni utili

Eichstätt conta circa quindicimila abitanti. La città si trova in bella posizione nella valle dell’Altmuhl, lambita dall’omonimo fiume. E’ ubicata a circa 10 chilometri dall’autostrada numero9 quasi a metà strada tra Norimberga 8a nordf) e Monaco a sud cui dista rispettivamente circa 50 e 85 chiilometri. In Domplatz 8 si trova il curato “Tourist Information”, con una valida offerta di brochure illustrative locali e della regione e diversi prodotti tipici. Possibilità di visita della città con estensione nel periodo primavera-estate all’orto botanico.

Il complesso di Willbaldsburg (“Willibaldsburg mit Bastionsgarten”) facente parte del patrimonio del “Bayerische Schlösserverwaltung” è aperto tutto l’anno con orari 09,00-18,00 nel periodo Aprile-Settembre e 10,00-16,00 nel periodo Ottobre-Marzo (chiuso il lunedì); prezzi €. 4,50 (rid. €. 3,50). Per un gelato consiglio “Gelati del Vicolo” in Herzoggasse n.3 poco distante dal cuore cittadino.

Ringraziamenti

Si ringrazia il “Bayerische verwaltung der staatlichen Schlösser Gärten und Seen” di Monaco di Baviera per la concessione delle foto (indicate dai nn. 1,2) e per l’autorizzazione alla pubblicazione della foto dell’interno del Pompejanum di proprietà personale.

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