Extra-Baviera I miei viaggi

Lo “Zeppelin Museum” di Friedrichshafen

Da tempo desideravo visitare il “Zeppelin Museum” spronato soprattutto da due motivi per me importanti: la passione per il volo dettata dalla mia appartenenza all’Arma Azzurra e la stessa passione per il volo manifestata da Re Ludwig II, quasi 150 anni prima.

La corposa e.mail inviata alla direzione del Museo una settimana prima della mia partenza per il soggiorno n. 67, aveva avuto immediato positivo riscontro proprio dal Responsabile del Museo ben felice di “invitarmi”, accogliermi e guidarmi nel “Zeppelin Museum”.

Così per la terza volta (quarta complessiva dopo Ulm, il Mercedes-Benz Museum e la Wartburg) “ho lasciato” la Baviera per sconfinare nel contiguo “Land” del Baden Württemberg spinto dal conoscere “attrazioni” ben diverse tra loro ma tutte accomunate da un elevato interesse culturale e non solo quello riferendomi alla Wartburg di Eisenach.

Lo scorso 7 ottobre 2022 una delle pregevoli “tappe” del mio ultimo (per ora) soggiorno è stato appunto lo “Zeppelin Museum” di Friedrichshafen.

Friedrichshafen, “Zeppelin Museum”

Il Museo disposto su due piani copre una superficie di 4.000 metri quadrati e grazie alla presenza di oltre 1500 reperti originali e registrazioni storiche, film e immagini, racconta con dovizia di particolari la storia dei viaggi in dirigibile in modo semplice ed interessante grazie anche a sussidi multimediali e filmati in “3D”.

L’idea del volo secondo il principio “più leggero dell’aria” è raccontato in modo esauriente e può essere “vissuto” nei simulatori di volo presenti.

La punta di diamante del “Zeppelin Museum” è la ricostruzione parziale dello “LZ129 Hindenburg”, il più grande oggetto volante mai costruito, la cui lunghezza era di poco inferiore a quella di un altro gigante dell’epoca il “Titanic”.

Attraverso la scala si entra all’interno del dirigibile nelle aree passeggeri del LZ129 ricreate nelle dimensioni originali avvalendosi di documenti e piani storici. La visita permette di toccare con mano ed osservare gli arredi presenti nel dirigibile, immedesimandosi nella vita dei passeggeri di quel tempo a bordo di queste “navi” di lusso che solcavano i cieli del mondo.

La vasta sala di ingresso del Museo ha elementi di vivo interesse, iniziando dall’utile planimetria che spiega dettagliatamente la “disposizione” delle varie aree tematiche che compongono la mostra per una visita ancor più interessante, senza tralasciare nulla.

Zeppelin Museum

Particolare attenzione è dovuta alla grande navicella collocata al centro della sala che conteneva uno dei quattro motori diesel della Daimler-Benz (motivo della presenza di alcune prestigiose auto che hanno fatto la storia).

Una ampia scala porta al piano superiore ricca di una infinità di oggetti di varia natura disposti in diverse grandi teche con una serie di utili grandi pannelli che ripercorrono i tratti salienti di questi giganti dell’aria affiancati alla storia del periodo.

“Zeppelin Museum”, sala d’ingresso

L’importanza data al protagonista principale del Museo, lo Zeppelin, è visibile in centinaia di oggetti di elevato valore storico che rendono unico questo Museo, assai interessante oltretutto perchè “racconta” grazie alla presenza di innumerevoli pannelli illustrativi l’evoluzione di questi aeromobili anche in altri stati quali Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia.

Zeppelin Museum, teche al primo piano

Una infinità di oggetti custoditi in grandi teche catturano anche il visitatore meno attento per la rarità degli oggetti proposti e la loro importanza, con soluzioni illustrative che catturano anche il visitatore meno interessato!

Cartine, diari di bordo, articoli di giornali, piani di volo, suppellettili appartenuti alle dotazioni dei dirigibili, divise, parti meccaniche, modellini di aerei e dirigibili, oggetti delle campagne di pubblicità, tutto è scrupolosamente custodito e documentato e fornisce un quadro assai completo dell’evoluzione del volo accanto a questi aeromobili.

Elencare uno a uno quanto conservato in queste teche poste al primo piano è pressochè impossibile.

Ogni oggetto attira la mia attenzione come il modellino del “Bleriot II” (velocità massima 85 Km/h, peso 335 Kg., come indicato dal pannello informativo) aereo protagonista durante la guerra di Libia (23 ottobre 1911) del primo volo di ricognizione della storia grazie alle gesta del Capitano Carlo Maria Piazza Ufficiale del Servizio Aeronautico (precursore della Regia Aeronautica dodici anni dopo) artefice, inoltre, nei giorni successivi, dei primi bombardamenti aerei.

Come mostrato i dirigibili furono anche usati per scopi bellici durante la prima e la seconda guerra mondiali per scopi di ricognizione: nella seconda grande guerra, ad esempio, la Marina Americana utilizzò oltre 150 dirigibili non rigidi per individuare i sottomarini nemici tedeschi e scortare le navi attraverso l’Atlantico e il Pacifico.

Fu il Conte Ferdinand v. Zeppelin, nato nel 1838 a Costanza, l’inventore del dirigibile, appassionato della materia fin da giovane.

L’aviazione divenne per lui materia primaria dopo la fine della sua carriera militare nel 1900 quando sviluppò, insieme all’ingegnere tedesco Theodor Kober, il primo dirigibile (“LZ1”) che si alzò in volo per la prima volta sul lago di Costanza, nello stesso anno. Figura sempre più rappresentativa per l’epoca quella del conte Zeppelin, attivo in numerose competizioni di volo e fondatore della propria azienda aeronautica (“Luftschiffbau Zeppelin”) nel 1908. Anche dopo la morte del conte avvenuta nel 1918 l’industria dei dirigibili continuò ad operare grazie ad Hugo Eckner che successe al conte Zeppelin compiendo il giro del mondo nel 1929 a bordo del “LZ127”.

Lungo 245 metri e con un diametro massimo di 41 metri, 118 t. di peso a vuoto, con un volume di idrogeno di 200 mila metri cubi stivati in 16 celle, una velocità massima di 120 Km/h, un raggio di 12-16 mila km., spinto da 4 motori diesel Daimler-Benz a 16 cilindri con 882 Kw di potenza, con 50 letti in cabine doppie (in seguito portati a 72) e 50-60 membri di equipaggio, il dirigibile “LZ129 Hindenburg” fu costruito nel 1931 e rappresenta insieme al successivo “LZ130” il più grande aeromobile mai costruito.

Il LZ129 fece 63 viaggi percorrendo la distanza di 337.282 chilometri in 3.050 ore di volo, trasportando 3.077 passeggeri.

Il 6 maggio del ’37 durante le fasi dell’atterraggio (la fase più difficile all’epoca) del dirigibile con 97 persone a bordo presso l’aeroporto di Lakerhurst nel New Jersey, atterraggio ritardato per le condizione meteorologiche avverse, all’improvviso scoppiò un incendio che si propagò velocemente all’intero dirigibile. Nel giro di meno di un minuto il dirigibile si schianto al suolo da una altezza di 60 metri completamente bruciato, causando la morte di 36 persone .

L’incidente avvenne davanti a una folla numerosa giornalisti e fotografi compresi e la notizia fece il giro del mondo, trasformando la fine dell’LZ in uno dei più gravi disastri della storia. Ancora oggi sono diverse le voci riguardanti le cause di questo disastro comprese numerose cospirazioni.

La ricostruzione parziale (lunga circa 30 metri) che permette di visitare e conoscere il “LZ 129 Hindenburg” è una chicca di assoluto valore.

All’epoca i passeggeri attraversavano l’Atlantico in nave, invogliati da una pubblicità che prometteva navi sempre più grandi, più confortevoli e più veloci. Rispetto all’Hinderburg le navi erano sicuramente più spaziose e confortevoli ma non potevano competere con la velocità del dirigibile.

Gli interni dell’Hindenburg, ricostruiti parzialmente qui nel museo, riprendevano lo stile “Bauhaus”, all’epoca moderno e funzionale, adattato alle aspettative di una clientela sofisticata e nel contempo con un occhio verso i requisiti prettamente tecnici del dirigibile.

Zeppelin Museum, ricostruzione parziale del dirigibile

Al suo interno vi erano le cabine dei passeggeri, la sala da pranzo, la sala di lettura e di scrittura, una piccola biblioteca, il bar e per la prima volta in uno zeppelin un salone per fumatori. Soltanto il Comandante, gli steward di volo e gli ufficiali avevano libero accesso al ponte dei passeggeri ma non il resto dell’equipaggio formato da radiotelegrafisti, meccanici, motoristi ed altri.

Vi erano inoltre i ponti di collegamento tra le diverse aree del dirigibile che offrivano, su entrambi i lati, una vista meravigliosa del paesaggio che scorreva sotto di loro. Rivedere le sale fedelmente riprodotte con tanto di eloquenti gigantesche cartine che evidenziano le tratte compiute dal dirigibile e dai mezzi dell’epoca, porta indietro nel tempo fino al tragico incidente del 1937 che sancì il definitivo crollo di questi giganti dell’aria.

Zeppelin Museum, ricostruzione parziale del dirigibile

Gli Zeppelin non furono mai considerati dei semplici mezzi di trasporto ma un vero e proprio fenomeno che aveva radicalmente cambiato la vita dell’epoca.

Zeppelin Museum, sala delle “curiosità”

La visita del prestigioso Museo continua con la sala dedicata alle meraviglie del Zeppelin (“Wunderkammer Zeppelin”) dove sono custoditi una infinità di oggetti, dalle spille ai piatti, dai giocattoli ai soprammobili tutti riproduzioni dei dirigibili Zeppelin.

Numerose postazioni interattive accrescono l’importanza del museo arricchendolo di contenuti anche visivi interessanti anche per i più piccoli visitatori.

Ancora oggi grazie al dirigibile “LZ N07” all’avanguardia sotto l’aspetto tecnologico, attualmente il più grande dirigibile semi rigido del mondo, lungo 75 metri e con una velocità massima di 125 Km/h. capace di trasportare fino a 14 passeggeri è possibile provare il fascino del volo in dirigibile, una esperienza a detta di chi già lo ha provato entusiasmante!

ll museo ospita anche una collezione d’arte (all’ultimo piano) con opere di grandi maestri della Germania meridionale.

La visita si conclude con un doveroso acquisto presso il fornitissimo “Shop” posto nella sala d’ingresso, assolutamente da non mancare sopratutto per gli appassionati del genere.

Libri, audioguide, poster, giochi, penne e un considerevole numero di modellini di ogni colore e dimensione riprodotti con accuratezza riportano alla mente le imprese di questo affascinante gigante dell’aria!

Informazioni utili

Lo “Zeppelin Museum” si trova nella cittadina lacustre di Friedrichshafen adagiata sul Bodensee (Lago di Costanza) in Seestr.22, proprio dinanzi alla zona portuale. Il Museo è aperto tutto l’anno: da maggio ad ottobre con orario 09-17; da novembre ad aprile (da martedì a domenica) con orario 10,00-17,00 (ultimo ingresso mezz’ora prima). Prezzi: adulti: € 11,00; da maggio ad ottobre, € 12,00; bambini (6-16 anni): € 6,00; da maggio ad ottobre, € 6,50; biglietto famiglia: € 25,00; da maggio ad ottobre, ​​€ 27,00.

Ringraziamenti:

Essere accolto con tutti gli onori del caso dal referente del “Zeppelin Museum” Herr Bleiber Jürgen la mattina dello scorso 7 ottobre 2022 è stato motivo di grande piacere. Ma soprattutto essere accompagnato durante la visita impreziosita dall’interessante spiegazione fornita dal Dott. Bleiben è stato motivo di ulteriore grande soddisfazione. Al Dott. Bleiben unitamente al Direttore del Museo esterno i miei più alti sensi di ringraziamento per l’accoglienza riservata durante la visita del Museo (che ritornerò a visitare sicuramente!)

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