Il Re Ludwig, La Baviera

Il castello di Linderhof (Schloss Linderhof)

La natura inviolata della valle del Granswang che Ludwig II Re di Baviera conosce molto bene fin dalla sua fanciullezza è la splendida cornice che circonda il castello di Linderhof. Da una visita a Versailles nel 1867 nacquero i primi progetti del monarca per la costruzione di Linderhof. Qui suo padre Re Max II aveva fatto erigere una “Casetta del Re” che era adibita a padiglione di caccia. A partire dal 1868 Ludwig fa totalmente ristrutturare questo edificio fino a completarlo nel 1878. Linderhof  è l’unico castello che il Re vide terminato e rimase la sua dimora preferita. Esso fu circondato, nel contempo, da un imponente parco grazie alla progettazione dell’architetto Carl von Effner, il direttore dei giardini di corte.

Castello di Linderhof
Castello di Linderhof

La facciata del castello celebra la casa reale bavarese ma l’interno è un inno al re francese Luigi XIV. La preziosa statua equestre in bronzo del regnante campeggia nel vestibolo che apre la visita del castello. Sopra la statua spicca una ampia corona di raggi dorati, dove risplende il motto dei Borboni, retto da due putti “Nec pluribus impar” che si potrebbe tradurre con “Superiore ai più” o ancor meglio “Al di sopra di tutti”. Il motivo risiede nel fatto che Re Ludwig II aveva legami di padrinato con la casata dei Borboni: egli era nato il 25 agosto giorno di San Ludovico e fu tenuto a battesimo da suo nonno, Re Ludwig I, il quale a sua volta era stato tenuto a battesimo da Luigi XVI re di Francia della casa reale dei Borboni, morto, unitamente alla consorte Maria Antonietta, durante la rivoluzione francese.

Castello di Linderhof (veduta dal Tempio di Venere)
Castello di Linderhof (veduta dal Tempio di Venere)

Uno scalone centrale, che si sdoppia salendo, porta agli appartamenti “reali”.  Ai piedi della scala si possono vedere due leoni che sorreggono lo stemma reale bavarese e a fianco due pregiati vasi che unitamente al prezioso “Vaso di Esther” in porcellana di Sèvres dono – si narra – dell’Imperatore Napoleone III al Re bavarese, impreziosiscono l’ambiente.

Castello di Linderhof, il parco (sulla destra il secolare Tiglio)
Castello di Linderhof, il parco (sulla destra il secolare Tiglio)

La “Sala della Musica” che permette l’accesso alle altre presenti dal lato ovest prende il nome da un piccolo pianoforte riccamente ornato ivi presente; qui si può ammirare il pavone a grandezza naturale in porcellana che, insieme al suo gemello presente nell’altra ala del castello, veniva posto davanti all’ingresso per segnalare la presenza del monarca. Il pavone (che forse incarna con le proprie qualità, orgoglio e timidezza, l’animo del sovrano) era, unitamente al cigno, uno degli animali preferiti da Ludwig. Attraverso la “Sala Gialla”, che prende il nome dal colore presente che domina l’ambiente si accede alla “Sala delle Udienze”, dove si può ammirare lo stemma bavarese con tanto di corona reale ricamato sul baldacchino alle spalle della scrivania, presente anche sul completo da scrittoio.

Attraverso la “Sala Lilla” per via del colore delle stoffe negli arredi, si accede alla sontuosa “Camera da Letto” su modello dell’analoga camera della “Residenz” di Monaco. Lussuosa sala abbellita da dipinti, opere marmoree e raffinate decorazioni, è dominata dal maestoso letto coperto da un principesco velluto blu reale, il colore preferito dal sovrano, presente anche nel sfarzoso baldacchino e su cui è impresso lo stemma reale. La sala è ubicata al centro del castello e con una estensione di circa 100 metri quadrati è la più grande della dimora reale. Splendido è il lampadario di cristallo al centro della sala che conta 108 candele. Il dipinto che si ammira sul soffitto sopra il letto raffigura Apollo sul suo carro e si rifà al 14° re francese. Da questa camera il sovrano bavarese ammira l’intera cascata che si getta nella Fontana di Nettuno.

Castello di Linderhof: Camera da letto
Castello di Linderhof: Camera da letto

Dalla parte opposta oltrepassata la “Sala Rosa” si entra nella “Sala da Pranzo” dove si può ammirare il famoso “Tischlein-deck-dich” (“Tavolo che si apparecchia da se”) direttamente collegato al piano sottostante tramite uno speciale montacarichi (di grosse dimensioni) fatto costruire appositamente, che permetteva al Re di rimanere solo durante la consumazione dei pasti. Questo tavolo fu usato per l’ultima volta durante le riprese del film “Ludwig” capolavoro di Luchino Visconti del 1973.

Castello di Linderhof: Sala degli Specchi
Castello di Linderhof: Sala degli Specchi

 

Superata la “Sala Azzurra” e la sala (chiamata “Sala degli Arazzi” o “Sala dei Gobelins”) dove si trova il secondo pavone in porcellana, si entra nella “Sala degli Specchi” l’ambiente più pomposo del castello. Dipinti, sculture in marmo, arazzi, candelabri: scegliere cosa ammirare per primo non è affatto semplice. I grandi specchi presenti lungo tutta la parete creano un fantasmagorico effetto che moltiplica a dismisura l’ampiezza della sala e grazie alla luce presente e ai mille colori rendono la sala un ambiente da sogno! Il Re bavarese amava i vasi: in questa sala se ne possono ammirare circa 90, differenti per colori, dimensioni e lavorazione.

Castello di Linderhof: Tempio di Venere
Castello di Linderhof: Tempio di Venere
Castello di Linderhof: Venus Grotte (nel dipinto una scena tratta dal "Tannahäuser")
Castello di Linderhof: Venus Grotte (nel dipinto una scena tratta dal “Tannahäuser”)

Arricchito da uno splendido parco, opera dell’affermato architetto Carl v. Effner, coniuga motivi rinascimentali e barocchi con parterre, cascate, giardini a terrazza, scalinate e sentieri. Il Re fu talmente contento del suo operato da insignirlo con titolo nobiliare, nel 1877, alcuni anni prima della sua morte. Di fronte alla facciata principale c’è una grande vasca che ha al centro un gruppo scultoreo dorato con al centro la Dea Flora. A pochi metri si può vedere il poderoso e secolare Tiglio (in tedesco “Linde” da cui  prende nome il castello) dove Re Ludwig si era fatto costruire una piattaforma cui accedeva tramite una scaletta in legno.

Castello di Linderhof: particolare del (curatissimo) parco
Castello di Linderhof: particolare del (curatissimo) parco
Linderhof, "Eremo di Gurnemanz"
Linderhof, “Eremo di Gurnemanz”

Il giardino è armoniosamente decorato da alberi e aiuole fiorite e presenta alcune particolarità: la cascata che partendo dalla collina dove si trova il Padiglione della Musica sfocia nella fontana di Nettuno (“Neptunbrunnen”) e la “Venus-Grotte” o “Grotta di Venere”, opera dell’architetto di corte George Dollmann, che riprende la grotta azzurra di Capri. Qui si trova un lago artificiale con una barchetta a forma di conchiglia dove si dice il sovrano amasse passare del tempo; grazie alla prima centrale elettrica di tutta la Baviera si potevano produrre onde, modificare il riscaldamento, alternare luci soffuse e colorate e soprattutto era diffusa costantemente musica di Wagner, tanto amato da Ludwig. Il Re ormai profondamente deluso dalle questioni dello Stato sprofonda in un magico mondo ideale che in questo castello trova il suo apice. Si prosegue poi fino al “Chiosco Moresco” che, presentato all’Esposizione Universale di Parigi, venne acquistato da Ludwig portato nel parco e arredato ancor più sfarzosamente, per poi raggiungere  la “Capanna di Hunding”.

Castello di Linderhof, monumento dedicato a Re Ludwig II
Castello di Linderhof, monumento dedicato a Re Ludwig II

Nel 1876 durante la prima edizione del Festival di Bayreuth il monarca rimase profondamente colpito dal ciclo di opere legate alla saga wagneriana dell’Anello del Nibelungo (“Der Ring des Nibelungen”), tanto da far costruire un set completo del primo atto della Valchiria. Al centro della stanza domina l’albero di frassino da dove spunta l’elsa della spada “Nothung” che conferiva forza sovrumana a chi fosse riuscito ad estrarla. Qui il monarca si rifugiava immergendosi nella lettura. Un’altra costruzione ispirata all’opera wagneriana “Parsifal” è “l’Eremo di Gurnemanz”, non distante dall’ultimo edificio. Da qui il percorso si incunea, salendo, tra il lussureggiante verde circostante per arrivare davanti al “Tempio di Venere” da dove la visione del castello di Linderhof lascia senza fiato. La splendida vista è resa ancor più suggestiva dai giochi d’acqua della fontana sottostante. L’ultima sosta è per la Cappella di Sant’Anna eretta su volere di un abate di Ettal. Il Re, fervente cattolico, fece rimodernare l’arredamento interno, assistendo frequentemente alla santa Messa. Non lascio questo luogo senza un ultimo sguardo verso il monumento del sovrano in segno di sentita ammirazione e profondo rispetto!

Il sottoscritto ha visitato il castello di Linderhof unitamente al parco durante il primo viaggio nel 2007 e successivamente nel 2009, 2011, 2016 e nel 2017 in occasione del “König Ludwig Nacht in Schloss Linderhof

 

Informazioni utili

Il castello di Linderhof (Schloss Linderhof) si trova a circa 8 chilometri da Oberammergau e a circa 50 chilometri da Füssen, prendendo la diramazione della “B23” nei pressi di Ettal. Il biglietto si acquista al Ticket Center posto nei pressi del parcheggio che costeggia il fiume Ammer, al costo di Euro 8,50 che comprende anche la visita del vasto parco costellato da importanti costruzioni legati alla vita del sovrano (costo per la visita del solo parco Eur. 5,00): attualmente la “Venus-Grotte” è chiusa per restauri. I minori di anni 18 entrano gratuitamente se accompagnati da un adulto. Per maggiori informazioni visitare il sito: http://www.schlosslinderhof.de/ital/index.htm

Si ringrazia il “Bayerische Verwaltung der staatlichen Schlösser, Gärten und Seen” per l’autorizzazione alla pubblicazione di tutte le foto presenti e per la concessione e autorizzazione alla pubblicazione delle foto degli interni del castello di Linderhof: Camera da Letto e Sala degli Specchi.

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